Aspetti legali e responsabilità nell’uso dell’Intelligenza Artificiale e IA per l’export

FORMAZIONE SPECIALISTICA ONLINE · 6 ORE · 18 E 25 NOVEMBRE 2026

Aspetti legali e responsabilità nell’uso dell’Intelligenza Artificiale e IA per l’export

Un percorso per imprenditori, dirigenti, dipendenti e responsabili export che vogliono usare l’intelligenza artificiale in modo consapevole, conforme all’AI Act e alla nuova normativa italiana, ed essere in grado di dimostrarlo in caso di controlli.

Online · Mercoledì 18 e 25 novembre · Ore 9:30 – 12:30 · Report personalizzato incluso

PERCHÉ ADESSO

Il rinvio europeo non è un “liberi tutti”

Il regolamento “Digital Omnibus” (Reg. UE 2026/1744), in vigore dal 27 luglio 2026, ha spostato al 2 dicembre 2027 gli obblighi sui sistemi ad alto rischio dell’Allegato III e al 2 agosto 2028 quelli sui sistemi integrati in prodotti già regolati. Molte imprese hanno letto il rinvio come un via libera ad aspettare. È una lettura sbagliata.

Restano in piedi le regole che riguardano quasi tutti: i divieti in vigore dal febbraio 2025, l’obbligo di alfabetizzazione e, dal 2 agosto 2026, la trasparenza (avvisare chi dialoga con chatbot quali ad esempio ChatGPT, gemini e Claude, dichiarare i deepfake, marcare i contenuti sintetici). Nel frattempo, l’Italia ha accelerato con due decreti legislativi che portano l’IA nel Codice penale, nella responsabilità 231 e nelle regole sul risarcimento del danno.

7%  del fatturato mondiale annuo, o fino a 35 milioni di euro

È il tetto delle sanzioni per le pratiche vietate. Per la violazione della maggior parte degli altri obblighi, trasparenza compresa, si arriva a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato.

Il calendario da tenere a mente

Febbraio 2025

Pratiche vietate (sanzioni fino a 35 milioni o 7% del fatturato) e obbligo di alfabetizzazione sull’IA (art. 4).

Agosto 2025

Obblighi per i fornitori di modelli di IA per finalità generali.

2 agosto 2026

Trasparenza (art. 50): chatbot, deepfake, contenuti sintetici. Sanzioni fino a 15 milioni o 3%.

30 settembre 2026

In vigore il D.Lgs. 160/2026: reato dell’art. 437-bis c.p., IA nel catalogo 231, nuove regole sulla prova del danno.

23 ottobre 2026

In vigore il D.Lgs. 179/2026: autorità nazionali, sanzioni, lavoro e formazione.

2 dicembre 2026

Fine del periodo transitorio per la marcatura dei contenuti generati; nuovi divieti su immagini intime non consensuali e materiale pedopornografico generati con l’IA.

2 dicembre 2027

Obblighi sui sistemi ad alto rischio dell’Allegato III (tra cui selezione del personale, istruzione, merito creditizio).

2 agosto 2028

Obblighi sui sistemi ad alto rischio dell’Allegato I (componenti di sicurezza di prodotti già regolati).

Censire e classificare i sistemi di IA richiede mesi: chi aspetta il 2027 per iniziare arriverà in ritardo.

LE NOVITÀ ITALIANE

Due decreti che cambiano il profilo di rischio delle imprese

D.Lgs. 160/2026 (in vigore dal 30 settembre 2026): l’IA entra nel Codice penale e nella “231”

  • Nuovo art. 437-bis c.p.: reclusione da uno a cinque anni per chi omette le misure tecniche di sicurezza dei sistemi ad alto rischio e per l’utilizzatore professionale che rinuncia intenzionalmente alla sorveglianza umana, se ne deriva un pericolo per la vita o l’incolumità delle persone.
  • Responsabilità dell’ente (art. 25-vicies D.Lgs. 231/2001): sanzioni fino a mille quote, oltre 1,5 milioni di euro, e sanzioni interdittive. Nel catalogo entra anche la diffusione illecita di deepfake.
  • Sul piano civile: il danneggiato può ottenere l’esibizione di log e documentazione tecnica. Se il danno deriva dalla violazione di un obbligo dell’AI Act, il nesso causale si presume. La conformità, anche certificata, non esclude di per sé la responsabilità, e l’azione può essere rivolta direttamente all’assicuratore.

D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179 (in vigore dal 23 ottobre 2026): autorità, sanzioni e uso dell’IA nella formazione

  • Chi vigila: AgID come autorità di notifica, ACN come autorità di vigilanza del mercato. Banca d’Italia, CONSOB e IVASS vigilano nei rispettivi settori, mentre il Garante privacy opera nei limiti del regolamento.
  • Sanzioni nazionali allineate all’AI Act: fino a 35 milioni o 7% per le pratiche vietate, 15 milioni o 3% per gli obblighi di fornitori, importatori, distributori e utilizzatori, 7,5 milioni o 1% per informazioni inesatte alle autorità.
  • Lavoro: le decisioni su assunzione, modifica e cessazione del rapporto non possono basarsi unicamente su un trattamento automatizzato. In caso di violazione sono nulle.
  • Formazione e competenze: un capo dedicato all’uso dell’IA nella formazione, dalla scuola al lavoro e alle professioni, e uno spazio di sperimentazione aperto in particolare a PMI e start-up.

 

La formazione è già un obbligo e la prima prova di diligenza

Il Digital Omnibus ha riscritto l’art. 4 dell’AI Act, applicabile dal febbraio 2025. Fornitori e utilizzatori devono adottare misure che sostengano lo sviluppo dell’alfabetizzazione sull’IA. È un obbligo di mezzi, e conta la qualità dei mezzi scelti: una formazione generica, identica per tutti e non documentata, è la più facile da contestare.

Con le nuove regole sulla prova del danno, una formazione mirata e documentata diventa anche la prima dimostrazione di diligenza dell’impresa.

Chi deve muoversi per primo

  • Le imprese che usano chatbot e assistenti virtuali con clienti e pubblico, già soggette agli obblighi di trasparenza.
  • Chi si affida a fornitori extra-UE con condizioni standard, spesso prive di clausole su documentazione, log e uso dei dati.
  • Gli enti con un modello 231, chiamati ad aggiornare la mappatura dei rischi.

Da cui partire

  1. Un registro dei casi d’uso dell’IA (sistema, fornitore, funzione aziendale, referente).
  2. La mappa degli obblighi già applicabili: divieti, trasparenza, formazione, contratti con i fornitori.
  3. L’elenco di ciò che può attendere il 2027 e di ciò che non può, con le ragioni documentate.

IL PROGRAMMA

Due moduli da 3 ore che si completano

3 ore · IA per l’export — Avv. Michele Lenoci

Esperto di organizzazione e tecnologie per l’export delle PMI

Come usare l’IA in modo consapevole nei processi di internazionalizzazione, sapendo cosa chiedere agli strumenti e dove stanno i limiti.

  • Panoramica delle applicazioni dell'IA nell'export (Identificazione di nuovi mercati, Analisi dei competitor).
  • Strumenti basati sull'IA per l'export (Google Market Finder, ChatGPT e altri assistenti per il copywriting internazionale, CRM intelligenti).
  • Vendite e Marketing Internazionale con l'IA. Chatbot multilingue e automazione del customer service per il mercato export (es. ChatGPT, LivePerson).

3 ore · Aspetti legali — Avv. Marco Tupponi

Cassazionista, docente di diritto commerciale internazionale

Il quadro normativo europeo e italiano, con un taglio operativo sulle responsabilità dell’impresa.

  • Inquadramento generale della nozione di Intelligenza Artificiale in ambito giuridico: gli elementi essenziali.
  • Gli algoritmi utilizzati per elaborare i dati, la loro opacità, l’allineamento con il principio di antropocentricità, le allucinazioni.
  • La responsabilità civile ed il risarcimento del danno a chi imputarlo.
  • Il Regolamento UE 1689/2024, c.d. A.I. Act, del 1° agosto 2024: la gestione e l’utilizzo dei dati ed il rischio ad esso connesso: su chi gravano le responsabilità.
  • Le attività che i Soggetti interessati, incluse le imprese, devono obbligatoriamente essere effettuate, sotto pena di sanzioni, a seguito dell’introduzione dell’AI Act 2024.
  • Chat GPT: un’applicazione problematica dell’Intelligenza Artificiale da un punto di vista legale
  • Problemi legali o di copyright quando si utilizza il contenuto generato da ChatGPT.

La normativa Italiana ed il Disegno di Legge del Governo: la Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026

INCLUSO PER OGNI PARTECIPANTE

Un report personalizzato sulla tua impresa

Ogni partecipante riceve un report sullo stato dell’arte della propria impresa, elaborato da un programma sviluppato dai nostri professionisti in partnership con eNextGen. Il report fotografa come l’impresa usa oggi l’intelligenza artificiale e indica, punto per punto, le azioni da intraprendere per essere in regola con l’AI Act.

Al termine del percorso avrai non solo le conoscenze necessarie, ma anche una tabella di marcia concreta.

  • Mappa di come l’impresa usa oggi l’IA
  • Obblighi applicabili, punto per punto
  • Tabella di marcia per mettersi in regola

L’obiettivo non è spaventare nessuno, né frenare l’innovazione. È dare alle imprese gli strumenti per usare l’intelligenza artificiale con consapevolezza e per poterlo dimostrare in caso di controlli già iniziati dal 2 agosto 2026.

Trasforma la conformità in un vantaggio competitivo.

 

Informazioni pratiche

Quando

18 e 25 novembre 2026, ore 9:30 – 12:30

Dove

Online

Durata

6 ore di docenza + report personalizzato

Per chi

Imprenditori, dirigenti, responsabili export

Info su costi e iscrizioni

info@commercioesterosrl.com

 

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