Rallenta l’economia turca, ma le previsioni restano positive

L’economia turca ha fatto molta strada negli ultimi dieci anni ed Erdogan ora punta a fare della Turchia una delle prime dieci economie al mondo entro il 2023. Ma le difficoltà interne innescate dallo scandalo corruzione, le proteste di piazza e le crescenti tensioni provenienti dai limitrofi stati di Siria e Iraq hanno appesantito lo scenario.

 

Per capire quanta strada ha fatto la Turchia nell’ultimo decennio basta confrontare alcuni dati macroeconomici del 2003 con quelli del 2013:

  • il PIL turco è raddoppiato arrivando a 820 miliardi di dollari (TurkStat)
  • il livello del PIL pro capite è passato da 4,565 dollari a 10,782 dollari.
  • il tasso di crescita media annua del PIL reale è stato pari al 4,9 %
  • il debito pubblico è sceso dal 74 % al 36,3 % del PIL
  • il deficit di bilancio è sceso dal 10 % all’1,2 % del PIL.

La Turchia offre un ambiente imprenditoriale vantaggioso con una media di 6 giorni per costituire una società, contro la media superiore a 11 giorni dei paesi dell'OCSE (World Bank Doing Business Report 2014), condizioni di investimento competitive, parità di trattamento per tutti gli investitori e solida cultura industriale e dei servizi. L'imposta sulle imprese è una delle più competitive tra quelle dei paesi dell'OCSE.

Deludente crescita nel III trimestre 2014

Come altri paesi in via di sviluppo, la Turchia affronta oggi  l’incertezza dei mercati, la volatilità dei tassi di cambio e il ridimensionamento delle prospettive.

L’economia è cresciuta meno del previsto nel terzo trimestre 2014, con il Pil in aumento dello 1,7% su base annua e dello 0,4% sul trimestre precedente (dato più basso dal 2012).

A determinare la brusca frenata è stata la bassa crescita dei consumi delle famiglie, pari ai due terzi del Pil, cresciuti di appena lo 0,2% (dal +0,5% del secondo trimestre). Inoltre, la produzione agricola è scesa nel periodo del 4,9%.

Il governo ha già tagliato le stime di crescita per l’anno in corso dal 4% al 3,3%, mentre il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso le previsioni per il 2014 al 2.3%. Il pil dovrebbe però accelerare a +4% nel 2015 e al +5% nel biennio 2016-2017.

Supporto SACE in Turchia

La Turchia è un mercato chiave per l’Italia. Nel 2013 erano circa 36.950 le aziende con capitale estero attive in Turchia; di queste, 1.200 erano italiane.

La Turchia è il terzo paese estero per esposizione nel portafoglio di SACE, con 1,3 miliardi di euro di operazioni assicurate e 1,5 miliardi di euro di nuovi progetti attualmente allo studio, rivolti soprattutto ai comparti delle costruzioni e delle infrastrutture, della siderurgia e della meccanica per l’industria.

Non sorprende quindi che SACE abbia annunciato la finalizzazione di una garanzia su una linea di credito da 400 milioni di euro destinata al finanziamento delle forniture assegnate a 50 imprese italiane, tra cui Saipem, nell’ambito del progetto STAR (Socar Turkey Aegean Refinery).

SACE mette inoltre a disposizione delle imprese italiane che operano o intendono operare in Turchia una linea di garanzie da 2,1 miliardi di euro, consentendo loro di:

  • accedere a finanziamenti garantiti da SACE a sostegno dei piani di sviluppo nel Paese (investimenti in reti distributive, joint venture produttive, acquisizioni di aziende locali, spese pubblicitarie, punti vendita, acquisto macchinari, etc...)
  • vendere merci o servizi offrendo ai clienti turchi dilazioni di pagamento fino a 5 anni, attraverso l’utilizzo di lettere di credito e assicurandosi dal rischio di mancato pagamento
  • incassare anticipatamente i pagamenti dovuti dai clienti turchi, assicurandosi dal rischio di insolvenza.

SACE ha già pre-affidato i principali gruppi bancari del Paese: Turkiye is Bankasi AS, Turkiye Garanti Bankasi AS, Turkiye Cumhuriyeti Ziraat Bankasi, Akbank TAS, Yapi ve Kredi Bankasi, Turkiye Halk Bankasi TAO, Turkiye  Vakiflar Bankasi TAO, Denizbank AS.

 

 

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